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Ebbene sì, anche la Setta del Raviolo ha deciso di divulgare attivamente il proprio Credo Suino!

Ecco a voi in pasto il primo numero della rivista, liberamente scaricabile e divulgabile a tutti, profani e non, buoni e cattivi, adepti e miscredenti, tutti, ad eccezione degli inappetenti erbivori perennemente a dieta. Loro risparmiateli! Alla seconda pagina potrebbero svenire o avere le convulsioni.

Clicca sul “numero zero” per scaricare la rivista in pdf (3,4 Mb) e se vorrai essere sempre il primo a riceverla, invia una mail all’indirizzo che trovi in ultima pagina!

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Un signore entra nel suo ristorante preferito e si siede sempre al solito posto. Dà un’occhiata in giro…e vede una bellissima donna sola seduta ad un tavolo vicino al suo.

Il tipo chiama il cameriere e gli chiede di portare a quella splendida signora una bottiglia del “Brunello di Montalcino” più caro che hanno nella lista dei vini.

Il tipo pensa che la signora accetti la bottiglia e si prospetti quindi una serata molto interessante.

Il cameriere porta la bottiglia al tavolo della signora e le dice: “questo è un gentile omaggio del signore seduto a quel tavolo” segnalando il signore.

La donna guarda un attimo la bottiglia con freddezza e superiorità e decide di inviare un bigliettino al signore. Lo prepara, lo dà al cameriere il quale lo porta immediatamente al tavolo del signore. Nel biglietto c’era scritto:

“Perché io possa accettare questa bottiglia, lei deve avere in garage una Mercedes, un milione di dollari in banca e 20 cm nei suoi pantaloni!”

Dopo aver letto il biglietto il signore decide di rispondere. Prepara un biglietto che dà al cameriere affinché lo consegni alla signora. Nel biglietto questa volta c’era scritto:

“Per venire incontro alla sua richiesta potrei vendere la mia Ferrari Maranello e anche la BMW 750i, per rimanere con la Mercedes 600SEL nel garage. Potrei investire o donare 19 dei 20 milioni di dollari che tengo in conto…. però nemmeno per una donna tanto affascinante come lei mi taglierei 5 cm di quello che tengo nei pantaloni!!!

PER CORTESIA MI RESTITUISCA LA BOTTIGLIA!”

Frasi celebri

……….in un periodo di “ristretezzze” alimentari, leggere e parlare di ravioli al mattino mi provoca strane sensazioni al palato… tipo esperimento di Pavlov con i cani e il campanello….

(Califfo dixit)

Apologia del PatronS

Eccoci, cari Amici, ad una nuova puntata sui personaggi più acclamati del nostro Piccolo Mondo:

il PatronS!

PatronS

 

Cominciamo subito col dire che il PatronS è un signore all’antica, un tipo schivo che difficilmente ama mettersi in mostra. Per questo motivo la ricca documentazione fotografica a corredo è per forza di cose di scarsa qualità. Si tratta sempre di immagini rubate con ogni mezzo a disposizione..

 

Dove vive il PatronS? Cosa fa? Cosa pensa? Ma soprattutto… pensa??

Questi e innumerevoli altri interrogativi sono da anni al vaglio delle commissioni scientifiche più accreditate del continente, ma ancora sono poche le certezze sull’argomento.

Posso dirvi che le notizie qui fornite e i documenti fotografici sono tutti assolutamente originali e di prima mano, poiché l’Autore del pezzo gode della stima del personaggio e può persino vantarsi di essere riuscito ad entrare nella gabbia in cui trascorre la maggior parte della propria vita lavorativa.

Una gabbiaaaaaa??!? direte voi… ebbene sì! Pare che il suo lavoro sia rischiosissimo e temutissimo. Al confronto, le avventure di JamesTont sembrano giochi da bambini. Certo, l’attività è segretissima e non ci è dato parlarne, ma sappiate che per ottenere questo altissimo incarico, sbaragliando la concorrenza, il PatronS ha dovuto sostenere un concorso durato anni! Pazienza infinita, sprezzo del pericolo, studio certosino, conoscenze approfondite, vigoroso allenamento fisico.. nulla è stato tralasciato e al termine il posto è stato suo! Pare sia stato lo stesso Sindaco con fascia tricolore ad insignirlo con la Pergamena Aurea che lo condannava eleggeva in eterno a questo incarico. Di quella memorabile cerimonia ci rimane una testimonianza audio: la preziosa intervista del suo personale sponsor nonchè amico, che per nulla al mondo si sarebbe perso quel fatidico momento.

Intervista

Comunque il PatronS è ormai è il punto di riferimento, la pietra miliare, la fortezza, il baluardo, l’estrema difesa, il faro di Genova, l’inamovibile difensore del Tesoro della Città!

 

Se l’attività lavorativa del PatronS è avvolta dal mistero, altrettanto imperscrutabile è la sua vita privata. Se ne hanno solo poche e frammentarie notizie, però ho l’orgoglio di donarvi questo rarissimo documento. Una sequenza fotografica strabiliante che ne documenta la libera uscita sabbatale, giorno in cui si concede qualche piccolo piacere: uno di questi, consiste nel recarsi a far colazione nel suo bar preferito. A dire il vero, qualche volta avrebbe da ridire sulla gestione del locale. Viene sempre accolto amorevolmente dalle cameriere, ma il PatronS è un moralizzatore, un censore catoniano dei costumi altrui e profonda è la sua costernazione quando vede un ombelico scoperto o un tatuaggio che emerge sul fondoschiena per colpa di questi jeans a vita bassa che mettono allo scoperto bianchi centimetri di sodi glutei… (Foto dell’attimo in cui allibisce e, tra i denti, sibila “Zoccola!!”)

 

allibito

 

Comunque… eccolo a voi, mentre è intento a sbafarsi un “prelibato nocciolato”. Ahimè, al terzo scatto si era già accorto di essere osservato.. neanche il tempo di mettere a fuoco e il fotografo è dovuto scappare per la veemente reazione del Nostro!!

di sorpresa 1di sorpresa 2di sorpresa 3

 

 

 

 

Stay tuned! Restate in ascolto! Prossimamente nuove sconvolgenti rivelazioni sul PatronS innamorato… con nuovi reperti fotografici e persino un’intervista all’Avvocato!

<prosegue….>

Califfo vs. Porcello

Il Califfo è persona generosa, comprensiva, ragionevole e apertissima al dialogo.
Può restare ad ascoltarti e spiegare per ore.
In questi giorni il Califfo si è recato dal Maiale per informarlo che i cinesi fra pochi giorni lo sostituiranno col Topo. Il Maiale ha fatto resistenza, ha alzato la voce e spiegato con veemenza le proprie ragioni. Tutti sappiamo che è facile abituarsi alle comodità ed agli onori, però vi rinunciamo mal volentieri.
Il Califfo ha ascoltato con pazienza…
Il Maiale ha insistito, si è appellato alla Suprema Corte, ha invocato i princìpi sanciti nella la Carta dei Diritti del Maiale.
Il Califfo ha ascoltato mentre distrattamente riordinava la cucina, affilava coltelli, spostava un sacco di carbonella…
Il Maiale ha perso.
Califfo Vs Maiale

Calendario cinese

Il 7 febbraio 2008 termina il glorioso anno del maiale, ahinoi sostituito dall’anno del topo.

Affranti ne danno notizia i membri della setta, consapevoli delle inutili possibilità culinarie ottenibili da codesto animale. Qualcuno di loro ha prontamente esclamato: “Non siamo gatti!! Abbiamo fameeeee..!!!!”

Poichè il nuovo anno del maiale cadrà soltanto nel 2019, siamo sicuri che la setta del Raviolo -AFFAMATA- troverà succose alternative. A dire il vero più di uno sospetta che per l’occasione siano state fatte abbondanti riserve di insaccati…

W IL PORCELLO!!

Il caldo dà alla testa. Il caldo fa brutti scherzi. Bruttissimi! Che già noi -di nostro- non siamo bellissimi. Ecco sunto di traccia epistolare intercorsa nell’odierna afosissima giornata tra Mimmo Camillo Eddieson: quest’ultimo ha appena ricevuto la foto di Camillo in atteggiamento proto-filosofico ma ahimè subito dopo la foto di una capo-collega del Mimmo…

M: Sorpresa! Come Natura Crea…. (si censura l’immagine allegata per la salute pubblica e prevata dei Frequentatori della Setta. NdA)

E: AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARRRRRRRRRGG!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! CHE MI VUOI UCCIDERE???????  BEH, ALMENO HAI FATTO LA FOTO DA SOPRA IL TAVOLO!!!! MI CI VUOLE UN GOCCETTO X RIPRENDERMI!  UN BEL SORSO DI LIMONCELLO…….

Interviene C: Egregio. Dopo l’ultimo Referto fotografico si appalesa uno stato avanzatissimo di innamoramento del Mimmo. Notare che oggi è in completo fumè.Forse andrà a conoscere i futuri suoceri. Si occupi Lei delle Idi Settembrine.

M (a C): RICCHIONE!!

E (in difesa di C):L’unica cosa che Mimmo può avere di fumè…. è il cervello! Specie dopo le infinite dosi di cioccovodka assunte. Trattasi di droga potentissima che solo gli altissimi prelati ed i componenti della gerarchia militarpartitocratica usano assumere in rare e specialissime occasioni. L’individuo in questione invece le consuma più volte al dì, prima e dopo 9 pasti, come testimoniano le frasi sconnesse che è uso proferire, nonchè la dissociazione mentale nel Comi & Tato con cui firma belligeranti missive relative al Fantacalcio.Non ci resta che sopprimerlo? o con un ultimo caritatevole tentativo cercheremo di recuperarlo mediante immersione completa in tinozza di grappa invecchiata profonda 2 metri per circa 25 minuti?Pare sia infallibile rimedio che ho trovato scritto negli annali alchemici di Fra Piponzio….. Forse dovrò sperimentarlo in anteprima.

C: L’Idelicato poc’anzi mia ha appellato “RICCHIONE”.Pensi che anche ieri sera a cena con Carolina di Monaco mia ha detto “Ricchione passami il vino”.Ma la principessa ha capito “Ricchissimo”.e così sposerà me e lui il Cespuglio.

M (definitivamente alterato..): … a parte che zasalala si dice profferire… ma poi negli annali di Fra Mamozio, la cioccovodka, viene ratataprattata ngneeeek consigliata come wooofff rimedio e prevenziuuuooonzegnegnegne… agli stimoli che, collegando pratwooofff piloro, duodeno prostata e gran simpatico…brrruuugfrt… consentono una migliore irrorazione… glabsgnek… io metterei suazo… eeeeehhh… vado un attimo ad effettuare abluzioni…. Dreeksdra… arrivo… stumpf…


Cena di Luglio

18 luglio 2007

 

Ieri sera al Charleston di Via Brunenghi a Finale Ligure un trio di onorati massoni si è raccolto in modo estemporaneo in onore di una cena a tema: la cucina calabrese.

Presenti un socio fondatore della setta e due membri onorari: il Presidente dell’Accademia (della bruschetta? Ndr) e il Farmacista.

Un leggero aperitivo prepara le menti, bruschette di ‘nduia e pomodorini preparano il palato…

  • Piatto di affettati e di salumi misti mistici e misto piccanti con pecorino saporitissimo
  • Cavatelli calabresi al sugo, in quantità adeguata all’eccelsa qualità.
  • Salsiccia calabrese con contorno di patate al forno
  • Capretto al forno
  • Nerello di Calabria annata 2004; Amaro del Capo

Il trio è stato messo a dura prova in quanto la stagione calda impedisce sforzi prolungati di massima intensità; si sospetta anche un tentativo di sabotaggio da parte delle autorità locali, in quanto per tutta la cena si è assistito ada una sfilata di ragazzine pocovestite dallo sguardo languido. Sicuramente concupivano le prelibatezze provocatoriamente esposte sul tavolo. Tuttavia nessuno può dire che la prova non sia stata superata! Nessuna portata è stata rifiutata!

Breve scheda sul vino degustato :

Nerello Calabria Igt 2004
Tipologia : Rosso
Gradazione alcolica : 13

Vitigni : Magliocco, Montonico nero

Aspetto: limpido. Colore: rosso rubino carico con toni violacei. Al naso è ampio, intenso e persistente, fine, con netti sentori fruttati ( vi si coglie mora e ciliegia mature) e, lieve, di vaniglia. In bocca è secco ma discretamente morbido, sapido, sufficientemente tannico, caldo, pieno e persistente. Netta al retrogusto, la nota fruttata. Considerazioni: è prodotto con uve magliocco e montonico nero allevate ad alberello, con una resa di 80 ql per ettaro. Vinificazione: pressatura soffice e lunga macerazione delle bucce; fermentazione in acciaio inox a temperatura controllata. Affinamento: sei mesi in botti di acciaio inox, sei mesi in barriques di secondo passaggio e altri sei mesi in bottiglia. Evoluzione: giovane ma abbastanza armonico. Terrà bene altri 2-3 anni (se riuscite a nasconderlo…).

Pare inoltre che il paese abbia parlato a lungo dell’impresa. Il clamore suscitato dall’evento non accenna a spegnersi. Ne è testimonianza questa missiva dell’era digitale che si riporta in calce per dovuto e doveroso spirito di cronaca:

Ieri mattina il Presidente è arrivato in Ufficio in barella.Grande lo
sconforto della Ad…ma che non si dava pace “mimmuccio mio mimmuccio mio”
Mi ha assicurato che la sera prima voi trre eravate sconfortati dall’assenza
degli altri componenti.Lacrime tutta la sera tra una portata e l’altra. La
conseguente disidratazione vi ha obbligato a prosciugare otri di vino.
Pensi che abitando a meno di venti metri verso le 11 si è sentito un rumore
assordante. Sembrava un singhiozzo di disperazione. Verso le 2 del mattino
mi sono svegliato all’improvviso con la Verità nella mente. Era un Rutto.
Un saluto.
Camillo

Ovviamente chiudiamo con l’amaro….

Amaro del Capo

Liquore estratto dalle erbe del Monte Poro e di Capo Vaticano
Area storica di produzione e consumo: Limbadi, in provincia di Vibo Valentia.

Legame col territorio: alto poco più di 800 metri, il granitico massiccio del monte Poro si spinge fino nel Tirreno. Nel suo promontorio crescono pregiate essenze che beneficiano di un clima marino e di una temperatura ideale. Ciò favorisce nella pianta lo sviluppo di quegli aromi e virtù salutari che contribuiscono al successo di questo Amaro, che dalla produzione familiare, di cui riportiamo il metodo di esecuzione, è passata a quella di mercato.

 

Descrizione del prodotto: il liquore è di colore scuro, gusto dolce mandorlato dal retrogusto ricco di aromi erbacei.

 

Tecniche di produzione: le erbe, circa una trentina, tra le quali ricordiamo la liquirizia, la menta, l’arancio amaro, l’anice e vari agrumi, si mettono a macerare per qualche giorno in un vaso di vetro insieme all’alcol purissimo. Si scioglie lo zucchero nell’acqua bollente che, appena raffreddata, si aggiunge alle erbe. Si mescola bene il tutto lasciando in riposo per altri 4/5 giorni. Si filtra su garza e si imbottiglia chiudendo ermeticamente. Infine il prodotto viene fatto amalgamare per almeno 4 mesi.

Ps: un grazie di cuore ai Fratelli Charlie che hanno reso possibile questo evento! (Eddieson)

A*A*A*A*A*A*A*A*A*

Un solo urlo…

Una sola parola…

Anzi: una sola lettera:

A

GenoA

Siamo qui a parlare di una figura nobile che si aggira sulle alte vette del Ligure Appennino: il CINGHIALE IMBUFALITO!
Come potremmo non dedicare qualche riga al cugino del porcello?
Il nostro amico è infatti un instancabile camminatore! Le sue mete preferite sono le creste montuose della Val d’Aveto, della Val Trebbia, della Val Fontanabuona, che lui percorre seguendo sentieri di suo esclusivo sapere. Lui li chiama “le mie scorciatoie”. I comuni gitanti storcono il naso all’apparire di quei segnali bianco-verderamarro e si limitano a strillare AIUTOMISONOPERSOOOOOO!!! Lui disegna felice una nuova linea sulla carta dei sentieri, voi piangendo sconsolati componete il numero della Forestale o della Protezione civile per chiedere soccorso. Se lo incontrate nel corso delle vostre gite, vi sembrerà subito un tipo schivo e morigerato. Provate a offrirgli pane e salame, oppure un sorso di grappa; immancabilmente vi risponderà: “no grazie I’m driving!”.
In realtà se insistete vi divorerà il panino, si scolerà la fiaschetta e tufferà il muso dentro il vostro zaino, alla ricerca di qualche altra leccornia. Altre volte potete incrociarlo mentre con verso gutturale declama:”de-vore devorebyvermin de-vore”. Non è arrabbiato, tanto meno impazzito. Sta semplicemente cantando. Infatti il Cinghiale è un fine musicista nonché raffinato compositore. Avete avuto il privilegio di vederlo all’opera…
Pochi sanno che egli è anche un esperto distillatore. Predilige il limoncello, ma ama dilettarsi con tutte le possibili varianti di grappe aromatizzate: perciò non stupitevi se sentite del trambusto e improvvisamente lo vedete emergere dal folto degli arbusti, con le braccia cariche di preziose bacche di ginepro, fragoline di bosco, mirtilli e un rametto di abete bianco stretto tra i denti. I suoi occhi brillano di gioia mentre vi dice “aungrrrunggggfff!”, che tradotto significa “erano anni che lo cercavo!”. Poi, per mesi non lo vedrete più. Al massimo dopo qualche settimana uscirà dalla sua distilleria segreta esibendo una bottiglietta di due decilitri di liquido ambrato… Ora potete assaggiare anche voi e gustare qualcosa di raro, anzi unico. Finite quelle poche gocce non ce n’è più. In verità assaggia oggi, controlla domani si è già bevuto i 2 litri di grappa aromatizzata che ha fatto. Che volete, l’eccellenza ha un suo prezzo.
La stagione preferita del Cinghiale è l’inverno. L’inverno è divertente. Si può camminare immersi nella neve fino a mezza gamba facendo una fatica bestiale; scivolare giù dalla collina usando uno slittino improvvisato o semplicemente sul sedere. Al termine della discesa esclama invariabilmente “ho il culo bagnato!”. Perché il Cinghiale è un Signore, ma soprattutto si ritrova spesso col pantalone bucato o con un anfibio che ha assunto forma di coccodrillo e lo obbliga a saltellare su un piede solo per non congelarselo. E poi volete mettere l’emozione nel camminare su pericolose lastre di ghiaccio che lui chiama amichevolmente il mio pack, almeno finchè non scivola per terra e prende una culata o una testata (che poi è la stessa cosa). E poi adora salire in cima alle vette in quelle splendide giornate invernali quando la neve è accecante e farinosa, il cielo è terso spazzato da una tramontana fortissima e la temperatura scende a 12 sotto zero. Lui si scola una dose di liquore infuocato, si strappa la maglia e sfida gli elementi a torso nudo!
Che potenza ragazzi, da non credere. Per questo ci piace ricordarlo così, in questo rarissimo documento d’archivio.

Ecco a voi….. Il CINGHIALE IMBUFALITO

Il Cinghiale a -12°C

 

Un Cinghiale è per la vita!

UP THE IRON’S AMICO CINGHIALE

^(òò)^

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